Alluvione nel Veneto: affrontiamo la realtà?
Pubblico con estremo piacere la lettera di un amico sui problemi relativi all’alluvione in Veneto.
Meditate.
Ciao a tutti ,
Scusate, ma sul discorso alluvione nel Veneto ho l’impressione che si stia perdendo un po’ tutti il … senso delle cose. Con mia miglie stiamo facendo quanto possibile, in varie forme, per dare una mano ad alcuni nostri amici, direttamente colpiti dall’alluvione nella zona di Casalserugo/Bovolenta. Penso, però, di poter confermare che qui non siamo di fronte ad una tragedia umanitaria; siamo in presenza di un’ipotetica … “tragedia” (? vabbè chiamiamola così) solo di tipo economico, la cui dimensione verrà in superficie nella sua realtà, purtroppo, nel medio futuro, se (e qui sta il punto nodale del discorso) se non ci sono interventi economici di tipo strutturale, che vanno ben al di là della solidarietà di primo soccorso, tipica delle collette/campagne umanitarie attivate per vere e proprie tragedie umanitarie.
Solo nella zona industriale di Bovolenta ci saranno probabilmente, un migliaio di lavoratori per molto tempo senza lavoro; situazioni molto simili ci saranno nel Vicentino; per non parlare dell’impatto sull’agricoltura e sull’indotto. Sulle misure per fronteggiare tutto ciò ed evitare che il territorio rimanga depresso per anni, si misureranno le abilità e … coerenze dei nostri amministratori, che, credetemi, non invidio (amministratori che magari hanno da una quindicina d’anni cementificato e “capannonizzato” – termine sentito stamattina alla radio – il territorio, ergendosi a concausa decisamente impattante per quello che è successo … “ma questa è un’altra storia … non parliamone adesso, sciacallo mediatico che non sono altro !!!” almeno così dicono tutti … mmmahhh ??? :=)) ).
A mio modestissimo parere, comunque, reclamare (come si è sentito in questi giorni presso le “genti venete”) le stesse iniziative (sms/2euro, iban dedicati, ecc.) attivate per vere e proprie tragedie umanitarie, quali lo Tsunami asiatico del 2004, il terremoto di Haiti, o anche quello dell’Abruzzo (quelle che mi vengono in mente), mi sembra a metà tra il grottesco e il “culturalmente” di dubbio gusto. Ad Haiti, Tsunami e Abruzzo le cose erano radicalmente diverse e … giustamente, non ci sono state collette, ad esempio, per l’uragano Katrina che ha colpito la Louisiana.
Con l’alluvione in Veneto non sono state rase al suolo le caserme dei vigili del fuoco; i centri della Protezione Civile sono rimasti in piedi e avrebbero (e qui è il problema) dovuto agire all’altezza della loro fama, non lasciando Bovolenta (come le zone del Vicentino) senza un’idrovora degna di tal nome per tre giorni. Un mio amico ha lavorato tutto il giorno sabato e domenica a dare una mano a parenti e amici per liberare loro la casa dall’acqua; ebbene, hanno risolto tutto domenica pomeriggio (una giornata e mezza dopo … l’inizio dei lavori) quando uno dei figli è riuscito a procurarsi una sorta di idrovora mobile (non domandatemi come si chiama … ) per la pulizia dei capannoni; a dimostrazione che gli appelli a trovarsi con badili, scope, guanti e detersivi potevano ben poco. Altissimo valore simbolico, forse: ma ho molti dubbi (perdonate la franchezza) sulla loro reale efficacia.
Qui fortunatamente non ci sono famiglie falcidiate (tranne quella di Vicenza) e le strutture … finanziarie non sono state disastrate. Perdonate la battuta, ma … sono sicuro che mi capirete: i bancomat non sono stati alluvionati (:=)). E quelli che, giustamente, imprecavano due/tre giorni fa contro la mancanza di mezzi della Protezione Civile e l’assenza dello Stato, nella maggior parte dei casi hanno redditi ben superiori alla media italiana (:=)). Certo, doversi dall’oggi al domani rifarsi la casa è decisamente drammatico, ma qui devono intervenire le istituzioni a questo preposte e accostare quanto accaduto ad una tragedia umanitaria (sms/2euro, iban come funghi, ecc.) mi lascia decisamente in dubbio. Le collette (adeguatamente … controllate e verificate fino alla fine) vanno bene per aiutare situazioni già in crisi e che ricevono batoste come alluvioni o terremoti, ma qui ? Abbiamo veramente persone sul lastrico ? Mmmahh ?? Insomma: è necessario dare l’immagine corretta della vicenda; accostarla a “tragedie umanitarie”, oltre ad essere moralmente dubbio, potrebbe avere conseguenze negative proprio sulla qualità e complessità degli interventi necessari per porvi rimedio.
Un cordiale saluto
Enrico


